Il tributo umano che Capestrano offrì al fronte delle due guerre mondiali fu ingente. Partirono tanti, tornarono molti meno, ed anche tra coloro che restarono molti furono i caduti sul lavoro.
I superstiti vollero omaggiare il ricordo ed il valore degli assenti costruendo un Sacrario ai Caduti senza Croce in un luogo quasi mistico del colle di San Giovanni: il Parco delle Rimembranze.

Una via selciata intorno al colle più bello del borgo segnata da una serie ordinata di cinquantatrè cipressi. Per ogni cipresso, una croce in ferro e un nome per ognuno di quei fratelli “andati avanti”, come usano dire gli Alpini.

Tanto poco, eppure tantissimo per le famiglie di coloro che, senza alcuna sepoltura, non avrebbero potuto in nessun altro modo elaborare insieme l'assenza dei congiunti.

Il passare di circa un secolo ha arrugginito il ferro di quelle croci e un incendio estivo del caldo colle di San Giovanni ha divorato i cipressi. Ma la memoria ha bisogno spesso di riscoprire le propri radici, e così il 21 agosto 2016 il locale gruppo degli alpini, l'amministrazione comunale ed alcune imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma, hanno restituito una seconda vita al Parco delle Rimembranze dei Caduti senza croce.

Una vita nuova di un dolore antico che si traduce nel bisogno attuale e concreto di “non dimenticarli”. Lo splendido panorama sul borgo e sulla vallata e il silenzio rotto solo dal vento tipico del colle, contribuiscono a conferire al Parco una certa sacralità. Un luogo che ha ritrovato la sua memoria ed offre a noi oggi la possibilità di non perderla.

Il "nuovo" Parco delle Rimbembranze è raggiungibile a piedi dal Convento di San Giovanni. 

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