“…Gira intorno un fiume, il Tirino che scorre con lieve onde per prati rugiadosi

argenteo, con nitide onde

e con gorghi non profondi allineando, O Silvano, cipressi

teneri fin dalla radice, sii qui presente, a me sentamente

favorevole, e porta il nome giacché ti ho consacrato

per i tuoi meriti simulacro ed ara. Qui li ho posti a protezione dei padroni

sii perciò nume tutelare mio

e favorevole alle mie proprietà, pregando e portanto

ai miei vita benigna ed onori. Mentre io porgo a te queste mie preghiere…”

(incisione su colonna di travertino dedicata al dio Silvano datata 56 a.C. ritrovata nei pressi di Capestrano)


tirino1Il fiume Tirino (dal greco Tritano che significa proprio triplice sorgente) nasce dal sistema acquifero di Campo Imperatore e, dopo un percorso carsico di 25 chilometri, fuoriesce a valle per 13 chilometri incidendo il margine sud-orientale del gran Sasso, all’altezza del margine settentrionale del Morrone, tagliando da Capestrano la valle del Tirino e proseguendo la sua corsa verso Popoli fino ad affluire presso le gole dei Tre monti nel fiume Pescara.

Trai più puliti d’Europa, il fiume Tirino è un vero gioiello del Parco: nel suo scorrere lento e silenzioso le innumerevoli “micro sorgenti” (cd. polle d’acqua) sia nelle torridi estate che nei gelidi inverni mantengono sempre la stessa temperatura, quella di undici gradi.

La vegetazione è lussureggiante, lo attraversano germani reali e nel cielo volano stormi di eleganti aironi; le acque limpide e cristalline lasciano penetrare i raggi del sole per diversi metri sotto il pelo dell’ acqua. La temperatura costante e l’abbondante ossigenazione permettono alla trota Fario, specie autoctona, di essere l’ unica tipologia di pesce che popola il Tirino.

Nei ricordi dei più anziani gruppi di gamberi risalivano il margine del fiume sollecitati da
piccole molliche di pane utilizzate come esche. Proprio la pesca aggressiva ne ha tirino3estinto ora la consistente popolazione.

All’indomani dalla realizzazione del traforo del Gran Sasso le acque del Tirino erano diminuite sensibilmente forse dirottate inconsapevolmente sul versante teramano del Gran Sasso.

Ma laddove l’uomo si è intromesso la natura è corsa drasticamente ai ripari e il terribile terremoto del 2009 ha “testardamente” riportato acqua al Tirino attraverso le sue incontaminate sorgenti.

Alcuni testimoni giurano persino di aver visto recentemente piccole colonie di gamberi ripopolare il fiume. Ma la notizia è una anticipazione da tenere “segreta”: i gamberi hanno bisogno di tranquillità e incontaminazione per ripopolare il fiume e riabitare quei sottosuoli sommersi popolati dai loro progenitori non più di una cinquantina di anni fa.

Sono comunque presenti in zona numerosi allevamenti di trote e gamberi vivi dove è possibile acquistare il pesce direttamente dalla vasca di allevamento.

Il punto in cui i due rami delle acque si incontrano per formare il fiume Tirino è chiamato Ranocchiara e i terreni coltivati ai bordi del fiume sono detti Le canapine. Proprio sull'istmo di terra a ridosso dell'acqua alla Ranocchiara, appartenuto al marchese Migliorati (partito con Garibaldi nella spedizione dei mille), avvenivano in passato tutte le trattative di vendita private e sulla parola. 

Il fiume può essere esplorato al suo interno con suggestive immersioni in superficie con escursioni in canoa e rafting oppure costeggiato in mountain bike, a cavallo o in trekking someggiato.


 

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